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mercoledì 2 luglio 2008

Invasione barbarica a Merano


Camminare per la tranquilla città di Merano è un vero piacere in tutti i sensi… o quasi. A rovinare la serena passeggiata, non è il venticello fresco che ti scompiglia i capelli e che ti fa gustare la simpatica sabbiolina dei cantieri, non sono i piccioni che ti usano gentilmente come latrina e non sono nemmeno i 32 gradi all’ombra…

Ciò che tiene in pungo questa ridente cittadina è la categoria dei ciclisti “PREPOTENTI”. Questa simpatica categoria di utenti della strada sono ormai diventati una vera piaga sociale. Non sto esagerando. Ultima affermazione di una ciclista che si atteneva alle norme: “Ma perché dovrei rispettare le regole? Al semaforo sono sempre l’unica che aspetta il verde. Gli altri ciclisti passano tutti con il rosso. Sinceramente mi sento un po’ stupida ad aspettare lì ferma. E così vado anch’io. Tanto nessuno dice niente.” (S, 63 anni)

Io stesso devo osservare quotidianamente passare dinanzi al mio ufficio decine e decine di ciclisti (di tutte le età) che si fanno la via Monte Tessa in senso vietato per sbucare in Via E.Toti, a volte addiritura in coppia e, dato che non basta mai, anche sul marciapiede. E questo per non allungare di 200 metri (obbligatorio) scendendo in Via Leopardi (come tutti i veicoli) e poi inserirsi nella Via E. Toti.

Per farvi capire meglio:


















NOTA:
In Via Leopardi e Via E.Toti ci sono le apposite piste ciclabili.

Oltrettutto ho dovuto assistere ad un quasi investimento di una signora anziana, che stava uscenda dal cancello di casa sua, da un ciclista che marciava allegramente in controsenso sul marciapiede. La signora ovviamente non si aspettava un ciclista sul marciapiede… e, soprattutto, non in senso vietato. Le risposte dei ciclisti al mio richiamo del rispetto delle norme erano: NON ROMPERE! oppure il tipico gesto del dito medio.

Segnalando l’invasione barbarica dei velocipedi alla Polizia Municipale, gli stessi mi hanno confermato che Merano è invasa da ciclisti “prepotenti” e che loro sono pochi e non ce la fanno a stare dietro a tutti. Alla mia minaccia di non tollerare oltre i gesti e le risposte “irresponsabili” da parte di questa categoria di ciclisti, mi hanno espresso tutta la loro solidarietà dicendo: “…se sapeste cosa dicono a noi quando li fermiamo. Sono proprio maleducati! Non è piacevole nemmeno per noi sentirci dire queste cose.”

La segnalazione è stata fatta due mesi fa e tuttora i ciclisti svolazzano allegramente in senso vietato senza rispetto di regole e norme stradali.

CONCLUSIONE
Il buonsenso, la correttezza e il rispetto per gli altri non sono valori inventati da geni folli e perversi che parlavano in un linguaggio indecifrabile ed astruso, ma venivano trasmessi in parole semplici seguiti da gesti semplici. Anzi... per coloro che sanno leggere hanno scritto pagine e pagine di Codice della Strada e per coloro che ancora non sanno leggere e percepiscono il mondo solo attraverso simboli e segni, hanno inventato la segnaletica.


Ma, se questa simpatica categoria di ciclisti non sa né leggere un articolo del Codice della Strada e non sa nemmeno riconoscere simboli e segni, per non parlare del sentire i valori civili... la storia dell'evoluzione dell'umanità è forse una truffa? Non tutti sanno pensare? Il corpo è soltanto un contenitore vuoto da scorrazzare di qua e di là?

Dubbi, dubbi, dubbi....

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